TechLab

Creare un TechLab e vivere felici.

Episodio 12 - Ai Cento all’Ora

episodio 12

Quando la scadenza è reale, e non ti manca altro che allestire per l’apertura, il Techlab diventa un vero e proprio formicaio, e si respira energia. Sono tutti in botta.

La partecipazione è grande, figlia della potenza della rete in cui siamo radicati in questa città, di chi fa cose insieme e si mette a disposizione per mischiare un po’ le carte in questi tempi strani.

Quando si presenta la possibilità di mettersi in gioco per offrire qualcosa di completamente nuovo, gli individui rispondono.

L’identità della piattaforma fornita dal Techlab è andata ridefinendosi e rispondendo costantemente agli stimoli dell’ambiente circostante. Senza contare che il Techlab non è ancora cominciato. Siamo pronti a identificare le potenzialità di movimento del Techlab e adattarle alle opportunità che si presenteranno?

Ore 16, 20 aprile 2013.

Episodio 11 - Onora Dionisio

episodio 11

Ci sono momenti in cui sembra che la situazione ti stia sfuggendo di mano, ti perdi i pezzi, la mente sembra sovraccarica e inizi ad avere l’impressione di aver pisciato lungo, di non essere all’altezza del compito.

Arrivano persino momenti in cui arrivi a chiederti: ma siamo sicuri che serva un Techlab a questa città?

In questi momenti ti chiedi come sia possibile rispettare la regola se-fai-una-cosa-falla-da-preso-bene. Ed è proprio qui che si presenta un’interessante tipologia di risoluzione della questione di ricerca del senso: il sacro momento del festeggiamento. Sacrifica una sostanziosa parte del tuo tempo al dio Dioniso, divinità della forza vitale, dell’impulso, dell’ebbrezza e dell’estasi. Celebra la tua sensazione di non senso della tua esistenza, e se riesci a festeggiare anche quando toppi non ti fermerà nessuno.

Come per magia aprire un Techlab riacquisterà la sua nobile posizione nella lista di cose da fare.

Può essere sconsigliabile intraprendere la via di Dionioso la sera prima dell’inaugurazione, ma se lo fai avrai tutto il nostro rispetto.

Episodio 10 - Elogio Del Fallimento

episodio 10

Un’antica profezia diceva: prima dell’apertura del Techlab usciranno dodici articoli sull’apposito blog, uno al giorno, nei dodici giorni precedenti all’apertura.

Bene signori, abbiamo fallito, non siamo profeti di noi stessi. E per pagare questo errore sacrifichiamo non solo il post di ieri, che vi spiegava come spendere soldi, ma anche quello di oggi, che avrebbe descritto come allestire il vostro laboratorio di prototipazione veloce.

Vi possiamo gentilmente fornire gli abstract delle due puntate perdute:

  1. il Comune non ha una carta di credito. Scordatevi gli acquisti su internet.

  2. parla con qualche allestitore d’interni poi costruisciti le cose da solo.

Pensavamo che la pausa domenicale fosse una sopravvalutata abitudine borghese, ora paghiamo pegno.

Episodio 8 - Danzare Con Lo Spazio

episodio 8

1872 Felice Tabasso fonda il cotonificio Tabasso.

1995 Il cotonificio chiude.

Gli enormi capannoni vengono utilizzati come magazzino comunale dopo aver sfornato confezioni per mezza Italia. È pieno di roba. Ci sono anche due overcraft dei pompieri.

Nell’appartamento del guardiano hanno provato a farci un informagiovani. Ed ora per una specie di congiunzione astrale ecco un Techlab che sorge: ottanta metri quadri contornati da: biblioteca, centro per l’impiego, Tabasso, punto rete CSSAC, piazza pedonale, giardinetto, gelateria.

Che culo.

Episodio 7 - Danzare Con Il Tempo

episodio 7

L’organizzazione ha funzionato? Siamo stati profetici nelle nostre delibere organizzative?

A giugno abbiam detto che avremmo aperto a settembre.

A settembre abbiam detto che avremmo aperto a dicembre.

A febbraio dell’anno dopo non avevamo ancora aperto, così ci siam messi d’accordo per marzo. Che poi è diventato aprile.

Don’t panic. Crederci sempre che prima o poi il Techlab apre.

È facile pensar male della nostra organizzazione. A guardarci indietro, a noi è piaciuta. E probabilmente a marzo il mondo non era ancora pronto per il Techlab. Ma ad aprile pare proprio di sì.

Perciò ecco l’ultima e definitiva profezia, e non ci sono disastri atomici che ci possano distrarre: Il 20 aprile apre il Techlab, metà pomeriggio, all’ora del gelato.

Episodio 6 - Organizzazione

episodio 6

Condivisa l’idea, adattata al contesto, coinvolte persone, trovato uno sponsor.

Era forse arrivato il momento di organizzarsi?
Quale sarà il prossimo passo? Quali i modi e le persone adatte?
Ci saremmo organizzati spontaneamente. Nessuna forzatura, nessuno faccia cose che non gli va di fare.

Così, lo stesso concetto di Techlab andava sviluppandosi lungo una serie di incontri con tutti coloro che volevano essere coinvolti, fino a delineare una funzione a cui il Techlab avrebbe adempito: il laboratorio è stato concepito per mettere al centro non il design del prodotto, ma il design del processo.
Techlab fa, pensa, insegna. Reperto 2: bozze di organizzazione del TechLab (CC 3.0 BY-SA).

Parlarsi, parlarsi il più possibile era l’organizzazione. Quando a qualcuno si illuminivano gli occhi più del dovuto si reclutava per il mercoledì sera. Una volta ogni due settimane, guardarsi in faccia e parlare a più non posso. Si sviluppavano idee e identificavano competenze.

C’era un obiettivo condiviso: aprire un Techlab (qualsiasi cosa volesse dire). C’era una linea guida, incisa a fuoco nei nostri cuori: se fai una cosa, falla da preso bene.
Nessuno mai ti proibirà di bere birra davanti alla tv, se credi che sia meglio di aprire un Techlab.

Episodio 5 - Comunicare Con Le Istituzioni

episodio 5

Inventare qualcosa di nuovo significa dover affrontare il gigante istituzionale.

Quella delle istituzioni è una vitaccia, devono esser capaci di tenere insieme un mucchio di cose, questo comporta una difficoltà di comunicazione con tutti gli attori sociali. E arrivi tu a proporre un Techlab.

Già solo a chiedere un’informazione in un ufficio pubblico ci si sente inadeguati. Quello che ci vuole per affrontarli è chiedersi cosa farebbe Schwarzenegger. Il senso di inadeguatezza sarà un vago ricordo.

Eccoci, i barbari che propongono di integrare l’artigianato degli antichi mestieri con Arduino, stampanti 3D e macchine a taglio laser in un turbine di organizzazione caotica. Le idee sono le nostre armi, ma sono le persone che hanno la responsabilità del loro utilizzo.

Da qui in poi bisogna fare i conti con le loro regole, che diventano le nostre regole. C’è una tendenza piuttosto nota all’interno delle istituzioni che si chiama cose-semplici-che-diventano-cose-complesse. Se si vuole aprire un laboratorio pubblico e gratuito le alternative per evitare questo fenomeno sono tendenzialmente poche.

Negli anni l’associazione Patchanka ha costruito un ponte con il comune che noi abbiamo potuto sfruttare per proporre il nostro progetto, in particolare grazie al lavoro del nostro Schwarzenegger più rodato. In più, essendo giovani e belli, come potevano dirci di no?

Coloro che ci hanno appoggiato si sono dimostrati guerrieri disponibili e sensibili alle nostre mancanze.

Una volta dentro, contaminare.

Episodio 4 - RICTAS: Riprodure Idee in Cose Tangibili Attraverso I Sensi

episodio 4

I grandi cavalcatori del capitale american style ti direbbero che un progetto dev’essere presentabile in una corsa di ascensore.
“Che cosa intendereste fare?”, chiedono loro.
“Un Techlab, amici miei”, rispondiamo noi.
Forse non siamo gente che ti convince in una corsa d’ascensore. Esser capaci di presentare il progetto in un tempo compreso tra i trenta e i cinquanta minuti rimane comunque una bella mossa.

Ricordiamoci però che non lo si sta facendo per loro. Per citare De Andrè, “altrimenti le canzoni finisce che le scrivi per gli altri invece di scriverle per te, e di solito vengono meglio quando le scrivi per te.”

La nostra idea è diventata per la prima volta tangibile in un documento che abbiamo presentato al Piano Locale Giovani, il cui obiettivo era avvicinare i ragazzi al mondo del lavoro artigiano. Il Techlab rappresentava la nostra visione dell’anello di congiunzione tra i due mondi.

Una volta scritto un progetto e presentato le cose diventano più reali, ed è una sensazione quasi rassicurante, ci si sente come quando si torna a casa e ci si ricorda con sorpresa che il giorno prima avevamo passato la giornata a pulire e riordinare. Il respiro è profondo e leggero.

Dialoghi, relazioni, slides, dipinti, diapositive d’epoca, fate quello che volete.

Il concetto diventa comunicabile.

Reperto 1: il TechLab appare in un documento (CC 3.0 BY-SA).

Episodio 3 - Calma E Orecchie Ritte

episodio 3

L’idea che Techlab ci piacesse e che avremmo voluto investire le nostre energie per aprirlo era comprovata. Restava da risolvere la più classica delle questioni: dove li trovi i soldi?

Sembra antipatico, ma in un certo senso i soldi ci sono capitati. È chiaro che ciò non sia avvenuto mentre stavamo a guardare i cataloghi di media shopping bevendo birra sul divano. Sono apparsi all’interno di un progetto che seguivamo senza sapere dove ci avrebbe portato, ovvero il Piano Locale Giovani. Il nostro mecenate è stata la Provincia di Torino, se ci è capitato è perché qualcuno di noi è stato sulle punte, agile e scattante con le orecchie ben alzate, per poi scoprire che, nei limiti del possibile, le tasse dei gentili contribuenti vengono spese anche per favorire il protagonismo giovanile. Ed eccoci qua.

Saltellare sulle punte, individuare dove le istituzioni porgono orecchio, parlare con le persone, girare, buttarla lì e vedere che succede. Ci vorrà anche un po’ di culo, o sarà il karma; da una parte le risorse, dall’altra le idee, il matrimonio s’è fatto.

Episodio 2 - Condizioni Al Contorno

episodio 2

Per capire cosa volessimo dare al chierese siamo partiti senz’altro da ciò che ci piace fare, o da ciò che sappiamo fare, mentre l’associazione Patchanka, ben radicata nel chierese, forniva risorse di rete e buona volontà.

Osservato che non siamo a New York, né in un centro di ricerca in mezzo al deserto, ci siam guardati attorno e abbiamo incontrato gente. L’amico informatico, il cugino ingegnere, la conoscente sociologa, il collega che fa amministrazione, l’altro amico designer, il falegname che ha la bottega qui davanti. Artigiani a manetta, studenti laureandi o laureati, nerd. Coinvolti tutti.

Collaborazione, non competizione.

Il laboratorio sarà pubblico.

Lo spirito inclusivo.